Da piccolina amavo viaggiare in auto, perché c’era la radio e potevo dimenarmi e trotterellare reggendomi tra i sedili anteriori di mamma e papà. Qualsiasi musica andava bene, dai Le Freak a Rossini… Per dare sfogo alle mie smanie coreografiche (non so se per amore materno o perché cominciavano a diventare pericolose in macchina), mia madre decise di iscrivermi ad una scuola di danza.

Sembra una scelta semplice e ovvia al giorno d’oggi.. è facile di questi tempi assecondare i desideri e i talenti dei propri figli, visto che più o meno in qualsiasi cittadina c’è almeno una scuola di danza. All’epoca invece bisognava fare un bel po’ di chilometri, e spesso non c’era a disposizione l’auto.

In effetti ho cominciato presto a viaggiare in treno, con mamma o con una baby sitter. A 6-7 anni già me ne andavo in trasferta!

I ricordi di quei primissimi anni sono ancora vividi, e devo ringraziare mia madre che ha compreso quale fosse la mia grande passione e che mi ha insegnato che è necessario sostenere (ma non temere) dei sacrifici per coltivarla.

Negli anni ho proseguito gli studi in diverse scuole; non ho mai considerato però di tentare la carriera artistica: in quegli anni sembrava una missione al pari di una spedizione sulla Luna…

Ho proseguito gli studi all’università continuando a coltivare parallelamente lo studio della danza, e in seguito ho cominciato a formarmi ed a insegnare in varie scuole: quello che prima sembrava impossibile – lavorare nel mondo della danza – un po’ alla volta si è rivelato il mio principale impiego: tra molti altri lavori precari, la danza è sempre stata una guida, un approdo sicuro, una fonte inesauribile di soddisfazioni.


Lavorando in varie realtà ho sviluppato una conoscenza approfondita relativa alle problematiche delle insegnanti di danza, soprattutto in merito a disciplina e relazione con i genitori, e di quanto sia difficile per chi non ha mai avuto a anche fare con il mondo del balletto comprenderne le dinamiche.

I campi di lotta più agguerriti sono in genere l’abbigliamento da indossare a lezione e al saggio, l’importanza delle prove, le spese da sostenere, in qualche caso le scelte didattiche dell’insegnante…

Io stessa mi sono trovata in difficoltà più di una volta, soprattutto perché nella mia città non c’era un negozio specializzato, ed era difficile reperire quanto necessario per le allieve. Certo, c’era già una certa offerta su internet, ma in fatto di abbigliamento e di prodotti particolari  ed estremamente personali come le scarpette un punto vendita dove poter provare e tastare i prodotti sarebbe stato un toccasana! Perché dunque non avventurarmi io in questo settore?

Così, con il mio bagaglio di competenze maturate da ballerina e da insegnante, ho aperto i battenti di Dance Attitude. Non si tratta solo di una rivendita di prodotti, ma di un luogo dove chi non ha mai praticato la danza  può impararne il fascino, chi la vive come una grande passione può immergersi nel suo mondo, e chi ne ha fatto una professione può trovare qualcuno che possa capire e consigliare.

buona danza

Jessica

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